MEDFILMFESTIVAL



ROMA APRE LE PORTE AL 

MEDITERRANEO CON IL 

MEDFILMFESTIVAL



 – Nuovo appuntamento capitolino per il MedFilm Festival giunto ormai alla sua XVII edizione. L’Auditorium Conciliazione e la Casa del Cinema ospiteranno la rassegna audiovisiva dedicata al Mediterraneo dal 19 al 27 novembre per dare spazio e visibilità al racconto degli eventi socio-politici che stanno coinvolgendo tutto il mondo arabo l’area euro-mediterranea e non solo.
Nove giorni di anteprime con dodici film dodici film nel Concorso Ufficiale e 13 opere nel Concorso documentari. Inoltre sarà possibile vedere diciotto cortometraggi nel Concorso Methexis, un progetto che coinvolge gli studenti delle scuole nazionali di cinema dei Paesi aderenti al progetto e i detenuti degli Istituti di Pena italiani.
Ospiti d’onore del MedFilm Festival 2011 saranno Tunisia ed Egitto, per un’immersione tra storie e volti della Primavera Araba, per raccontare, insieme ai loro autori, i fermenti che hanno preceduto la rivolta e le nuove democrazie in gestazione della sponda sud del Mediterraneo.
Un’edizione che cercherà di valorizzare gli storici eventi che hanno radicalmente cambiato gli assetti socio politici del Nord Africa,delineando l’immagine della forza e l’identità della protesta, soprattutto dei giovani, nel segno della ricerca di libertà e democrazia.
Il confronto fra Mediterraneo ed Europa è affidato al terzo ospite d’onore ovvero la Romania.
Uno dei temi trattati durante la rassegna sarà quello delle migrazioni che non si gioca sul cardine del conflitto, ma bensì dell’incontro. Fra i titoli da segnalare c’è “Io sono Lì” di Andrea Segre, film che parla in maniera delicata di un incontro nella cornice della Laguna di Venezia.
Altra opera di confronto fra due mondi è quella del regista rumeno Marian Crisan ovvero “Morgen”, in cui una guardia giurata si incontrerà con un turco clandestino maldestramente in fuga. Sempre sul tema della migrazione vi sono altri due titoli da segnalare: Les hommes Libres di Ismael Ferroukhi, regista marocchino trapiantato in Francia, in cui  Tahar Rahim, già conosciuto per il film “Il Profeta”, mette in scena un personaggio senza educazione politica che, nel 1942, incontra un musicista arabo ed ebreo, riscoprendo i valori dell’amicizia, quelli della militanza e dell’impegno; e infine Les neiges du Kilimandjaro del regista francese Robert Guédiguian, che propone una coppia, sindacalista e consorte, coniugi di mezza età, che ancora s’interrogano sul peccato probabile d’essere diventati indifferenti.
Fra i temi della rassegna anche uno spazio al femminile con “Orion” segretamente girato da Zamani Esmati dedicato alla condizione subalterna della donna in Iran e “Zephir” della regista turca Belma Bas, in cui protagonista sarà una bambina immersa nello scenario dei monti della costa orientale del Mar Nero.
Sul fronte rivoluzione araba, una delle protagoniste sarà la tunisina Nadia El Fani che con “Laïcité, inch’Allah”, che ha filmato l’ultimo ramadan, quello del 2010, prima della rivoluzione dei gelsomini, e un paese in ebollizione, stanco di censure e ipocrisie. E infine per quanto riguarda la rivolta dei gelsomini un titolo per tutti è “18 Days”, film collettivo sulla rivoluzione del 25 gennaio in Egitto. Nena News

 DI ALESSANDRA FANTINI
 Nena News
 http://nena-news.globalist.it/?p=14485



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