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NATALE NEL MONDO

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Le feste di Natale in Alaska iniziano appena dopo il Ringraziamento e terminano con le famiglie che ballano per le strade e che si godono lo spirito di festa. I bambini portano le  tradizionali stelle di Natale in processione per le strade e vanno in visita di casa in casa dove vengono serviti dolci e prodotti tradizionali di Natale: biscotti, caramelle, ciambelle , salmone affumicato.

Le celebrazioni in Francia cominciano il 5 dicembre con San Nicola, ma il momento più importante è quello della vigilia di Natale. Le campane delle chiese e le voci dei cori intonano canti francesi chiamati “Noels”. Il giorno di Natale le famiglie vanno in Chiesa e godono poi di una festa ricca di piatti succulenti che terminano con il tradizionale “Buche de Noel”, una crema di burro glassata e a forma di torta.

I tedeschi si preparano al Natale durante tutto il freddo dicembre. Già quattro domeniche prima di Natale usano fare una “corona di Avvento” fatta di rami di abete o di pino con quattro candele…

STREGA COMANDA COLOR

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Strega comanda colore, detto anche "strega tocca colore", è un gioco per bambini tradizionale. Si gioca normalmente all'aperto. La "strega" è il giocatore che "sta sotto", ovvero colui che dirige il gioco e ha l'obiettivo di catturare gli avversari.

La partita inizia con un giocatore che interpreta la "strega", la quale pronuncia la frase strega comanda color... seguita dal nome di un colore (per esempio, strega comanda color verde). A quel punto, gli altri giocatori dovranno cercare un oggetto del colore indicato e mettersi in salvo toccandolo. Compito della strega è catturare uno degli altri giocatori toccandolo prima che si sia messo in salvo. Il giocatore catturato diventa "strega" nel turno di gioco successivo.

Il numero di giocatori richiesto può variare da un minimo di cinque partecipanti ad un massimo di trenta.

Per giocare alla versione all'aperto non sono richiesti strumenti se non uno spazio ampio e ricco di cos…

A SILVIA

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Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale, quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, e tu, lieta e pensosa, il limitare di gioventù salivi? 
Sonavan le quiete stanze, e le vie d'intorno, al tuo perpetuo canto, allor che all'opre femminili intenta sedevi, assai contenta di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi così menare il giorno. 
Io gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte, ove il tempo mio primo e di me si spendea la miglior parte, d’in su i veroni del paterno ostello porgea gli orecchi al suon della tua voce, ed alla man veloce che percorrea la faticosa tela. Mirava il ciel sereno, le vie dorate e gli orti, e quinci il mar da lungi, e quindi il monte. Lingua mortal non dice quel ch’io sentiva in seno. 
Che pensieri soavi, che speranze, che cori, o Silvia mia! Quale allor ci apparia la vita umana e il fato! Quando sovviemmi di cotanta speme, un affetto mi preme acerbo e sconsolato, e tornami a doler di mia sventura. O natura, …

CAVALLINA STORNA

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Nella Torre il silenzio era già alto.  Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste  frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,  nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi  ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa  era mia madre; e le dicea sommessa:
“O cavallina, cavallina storna,  che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!  Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d’otto tra miei figli e figlie;  e la sua mano non toccò mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l’uragano,  tu dài retta alla sua piccola mano.
Tu ch’hai nel cuore la marina brulla,  20 tu dài retta alla sua voce fanciulla”.
La cavalla volgea la scarna testa  verso mia madre, che dicea più mesta:
“O cavallina, cavallina storna,  che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l’amavi forte!  Con lui c’eri tu sola e la sua morte.
O nata in selve tra l’ondate e il vento, 

LE QUATTRO STAGIONI

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Le quattro stagioni è il titolo con cui sono noti i primi quattro concerti grossi per violino di Antonio Vivaldi: Il cimento dell'armonia e dell'inventione.

Uscirono dalle officine tipografiche dell'editore Michel-Charles Le Cène ad Amsterdam nel 1725, ma è lo stesso Vivaldi ad affermare, nella dedica al conte Morzin, che erano stati composti precedentemente: i diversi manoscritti ritrovati presentano alcune differenze che confermano quanto dichiarato dall'autore.

"Il cimento", come la precedente raccolta di concerti L'estro armonico opera 3, si compone di 12 concerti. La differenza fra le due raccolte riflette l'evoluzione del gusto dei primi decenni del XVIII secolo: i concerti del "cimento", sono tutti di tipo solistico, invece nell'estro insieme a 4 concerti per violino solista vi sono 8 concerti grossi.

Ciascun concerto de "Le quattro stagioni" si divide in tre movimenti, dei quali due, il primo e il terzo, sono in tempo …

IL PICCHETTO

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Il termine picchetto ha origine antica, indicando inizialmente le sentinelle di guardia alle mura cittadine, o un piccolo gruppo di soldati a cavallo (di solito dragoni) tenuto pronto a intervenire in caso di attacco nemico contro truppe in sosta o accampate; in ambito anglosassone, è usato almeno dal 1761.
Le truppe impegnate in servizio di picchetto sono generalmente schierate in formazione aperta, con gli uomini ben distanziati tra di loro ("linea di picchetto"); il termine è anche usato per indicare un piccolo distaccamento di militari impegnato in funzione di guardia d'onore, soprattutto quando si tratta di rendere gli onori a una certa personalità ("picchetto d'onore").
Far parte di una Forza Armata, per buona parte dei militari non è solo un lavoro, ma l'appartenenza viene vissuta come una missione "essere al servizio della nazione per la nazione" e rappresenta per il militare un vero e proprio stile di vita. Da sempre il matrimonio in…

IL GATTO METEREOLOGO

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Secondo le leggende tutti gli animali sarebbero in grado di fornire indicazioni sul tempo e sulla situazione meteorologica.

Quando si avvicina il temporale l’aria tende a divenire umida prima dell’arrivo della pioggia ed è proprio la presenza di maggiore umidità che scioglie le articolazioni del gatto, permettendogli di spingere le sue zampe più indietro del solito e di riuscire a giungere fin dietro le orecchie.

Inoltre l’approssimarsi di un temporale fa sprigionare l’elettricità statica ed il mantello del gatto tende a divenire elettrizzato. Questa situazione eccita il gatto, spingendolo a comportamenti più vivaci del solito: non è raro infatti vedere un gatto farsi le unghie con maggior vigore, impegnarsi in forsennate corse per la casa o decidere una scalata sulle tende poco prima di un temporale.

In Francia e in Italia, un sicuro segno di pioggia è quando il micio si passa la zampa dietro l’orecchio, quando resta vicino alla finestra o se si lava più del solito; se invece volta …

LE FATICHE DI ERCOLE

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Eracle (Ercole presso i Romani) gode della doppia natura, terrena e celeste. Figlio di Zeus e di Alcmena moglie di Anfitrione. La moglie ufficiale di Zeus, Hera, volle vendicarsi dell’infedeltà del marito, mandando alla culla del neonato due grossi serpenti marini che avrebbero dovuto ucciderlo. Ma già pochi mesi dopo la nascita, Eracle aveva una forza eccezionale e così strozzò i due serpenti.
Istruito nell’arte della guerra e del combattimento, si dette anche alla musica, nonostante che in questa disciplina il futuro eroe non apparisse molto portato, ricevendo spesso rimproveri dal suo maestro. Proprio in seguito a una punizione che questi gli inflisse, Eracle in un’accesso d’ira, lo uccise; allora Anfitrione, che esercitava su di lui la patria potestà, lo mandò lontano da Tebe a espiare. Eracle rimase sul monte Citerone fra i pastori fino ai diciotto anni.
Ormai uscito dalla fanciullezza, Eracle diede ulteriormente prova della sua indole liberando Tebe dal tributo di cento buoi, i…

VA PENSIERO

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Va, pensiero, sull'ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli, Ove olezzano tepide e molli L'aure dolci del suolo natal! Del Giordano le rive saluta,
Di Sïonne le torri atterrate... Oh mia patria sì bella e perduta! Oh membranza sì cara e fatal! Arpa d'or dei fatidici vati,
Perché muta dal salice pendi? Le memorie nel petto raccendi, Ci favella del tempo che fu! O simile di Solima ai fati
Traggi un suono di crudo lamento, O t'ispiri il Signore un concento Che ne infonda al patire virtù! (×4 volte)
Nabucco è una celebre opera di Giuseppe Verdi. E’ stata presentata, per la prima volta, al Teatro alla Scala di Milano, il 9 marzo 1842.
Quest’opera parla della prigionia degli ebrei e della loro oppressione, ma questa oppressione era la stessa che Verdi vedeva per gli italiani prima dell’unificazione.

Gli Ebrei a Gerusalemme si lamentano per il loro destino perché sono stati sconfitti da Nabucco, il re di Babilonia.
Zaccaria è pontenfice di Gerusalemme e cerca di sollevare l’umore degli …