LA FANFARA


Le fanfare sono delle formazioni bandistiche da parata composte esclusivamente da ottoni (come la celebre Fanfara dei Bersaglieri). Esse hanno uno repertorio prettamente da marcia militare.

Una sua variante moderna è la powerbrass, formazione bandistica composta esclusivamente da ottoni e percussioni. È una derivazione delle formazioni di carnevale Svizzere dette "Guggenmusik". Formazione composta in linea di massima da: 4-6 bassi tuba o susafoni, 10 tromboni a coulisse se suddivisi in 3 voci, 10 trombe anch'esse suddivise in 3 voci, 4-6 flicorni baritoni.

Per quanto riguarda le percussioni la formazione-tipo è composta da 4-6 grancasse, 4-6 batterie e possono esserci anche dei percussionisti con piccoli strumenti vari.

Le particolarità di questi gruppi sono che al momento sono limitate alla Svizzera ed alla Germania, il repertorio è tratto dalla musica moderna e pop-rock dagli anni '70 in avanti. I brani in genere sono arrangiati dai direttori stessi (non vi sono ancora compositori e arrangiatori in questo settore).

Le musiche sono costituite da brevi ritornelli o da corte melodie di carattere marziale e di andamento solenne, quando siano state destinate ad accompagnare cortei o parate, o di arie popolari e semplici quando servano a ritmare la marcia delle truppe. Le fanfare sono anche usate nelle partite di caccia come segnale per indicare la radunata dei cacciatori, la presenza della selvaggina, l'inseguimento, ecc.



Estendendo il significato della parola fanfara potremmo comprendervi in genere anche i segnali che fino dai tempi più antichi erano in uso negli eserciti dei popoli orientali e in quelli dei Greci e dei Romani.

Le raffigurazioni della Colonna traiana e di altri monumenti dell'antica Roma ci dànno un'idea di queste antiche fanfare. Né mancano testimonianze di fanfare che si usavano nei cortei e nei trionfi militari durante il periodo medievale, queste erano composte da trombettieri vestiti in grande pompa i quali usavano trombe d'argento adorne di preziose stoffe e di drappeggi. L'uso delle fanfare fu assai frequente in Inghilterra, dove erano note anche col nome di flourishes e venivano eseguite da trombe e corni. In Germania e in altri paesi del nord si usano tuttora fanfare che in alcune circostanze suonano dall'alto delle torri o dei campanili; così anche si usavano fanfare per annunciare al popolo la lettura di qualche pubblico editto, grida, ecc. e anche per segnalare le ore. Le melodie di antiche fanfare di guerra si possono desumere anche da talune composizioni polifoniche che avevano voga nel Cinquecento sotto il nome di Battaglie, e che con onomatopee vocali riproducevano il suono degli strumenti e i loro segnali.

Negli antichi comuni italiani le fanfare servivano, oltre che per le parate e per il servizio del governo della città, anche per dare concerti pubblici a ricreazione del popolo.

Non infrequente l'introduzione di fanfare in alcune opere; basterà ricordare quella che annuncia l'arrivo del governatore nel Fidelio di Beethoven. Oltre che nei corpi militari, l'uso della fanfara si è poi diffuso nelle società ginnastiche e sportive e anche nei cortei civili. Un uso tipico di fanfara si ha nel teatro wagneriano di Bayreuth dove al principio di ogni atto un piccolo complesso di suonatori avverte il pubblico dell'inizio della rappresentazione ripetendo i temi più significativi dell'atto.




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