Al via la giornata del contemporaneo.






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L’Associazione non profit dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI), che oggi riunisce 26 tra i più importanti poli d’arte contemporanea italiani, ha scelto il 9 e 10 ottobre 2010 per festeggiare l’arte contemporanea e il suo pubblico. Porte aperte gratuitamente in ogni angolo del Paese, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che regalerà al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea, ma anche per aprire un cammino importante che vuole agire sulla struttura della società per far entrare nei suoi tessuti, fin nel profondo, il bisogno e la voglia di vivere al contatto con la bellezza artistica. In modo che un giorno, magari, "andare al museo" possa diventare una consuetudine, una normalità. Ma la Giornata del Contemporaneo non è dedicata solo ai musei. E' un momento per riflettere su come evolve il mondo dell'arte che giovani artisti, designer, ma anche grafici, architetti e registi stanno rivoluzionando attraverso nuove forme di comunicazione e di espressione.


LE IMMAGINI
Il termine arte contemporanea si riferisce all'arte creata nel presente e tende ad includere tutte le opere create dalla fine degli anni sessanta del XX secolo, ma si trova a fare i conti con forme del tutto nuove che spaziano dal cinema alla pittura, fino al'elaborazione digitale (Illustrazioni di ultima generazione, Daniele Scerra svela ad Affari ogni segreto) e al web (Guastella: "La palestra per i critici d'arte del futuro è internet"). E' il caso, per esempio del film realizzato con le riprese dai cellulari (Visioni/ Vedozero – L’occhio under18) o della mostra choccante dedicata agli scatti hard (Sexting: l’Arte degli autoscatti osè ), passando per la street art (Fame festival: i murales invadono la Puglia) e per la musica logaritmica (). Oggi arte sono i telefilm (LOST/ Addio cinema, l'arte è nelle serie tv) o i piatti di food fusion. Così il Contemporaneo si configura come uno stile di vita che trattiene il soggetto e lo rende partecipe più che come una serie di lavori da guardare o da ammirare ed è caratterizzato dalla commistione dei generi che, nel comunicare l'esigenza del reiventarsi nell'epoca in cui tecnologia e crisi dei valori stanno ribaltando i canoni tradizionali, fa della sperimentazione la sua essenza.

Arte digitale che ricrea la fisionomia umana
I disegni di Daniele Scerra

LE IMMAGINI
Guido Galimberti è un collezionista di fama internazionale da quando a 19 anni si innamorò di un'opera di Andy
Warhol e decise di comprarla a rate. Prima di fare del suo amore per l'arte un lavoro, fondando nel 2007 Opera Art Solutions (società di art advisoring), svolgeva l'attività di advisor finanziario. In occasione della festa del contemporaneo commenta con Affari il rapporto tra Italia e arte e si racconta nella videointervista.





Quale augurio si sente di fare al made in Italy in questo we dedicato al contemporaneo?
Gli auguro di trovare stabilità e il suo posto, per altro meritato, nell’ambito della storia dell’arte italiana. L’auspicio è che il contemporaneo smetta di cercare l’effetto sorpresa a ogni costo, relegandosi di propria volontà a effimera moda. Chi ama l’arte come me è stanco di essere sorpreso, tanto che difficilmente potrà avere l’aria stupefatta di fronte all’ennesima provocazione pseudo-artistica. E’ l’ora che l’arte contemporanea prenda coscienza della propria dignità e del suo prezioso ruolo nella società attuale.
Come si sta sviluppando l'arte italiana? E' in fase di miglioramento rispetto al passato?
muro graffito berlin
A proposito dell’arte in Italia non parlerei di miglioramento o peggioramento. Io vedo la continuità del corso della storia dell’arte italiana. La giovane architettura dell’arte contemporanea affonda le basi in un background illustre, quando parliamo di arte a mio avviso parliamo di un unicum composto da tasselli consequenziali e non opponibili l’uno all’altro.
Che cosa dovrebbe imparare il nostro Paese da città come Berlino o New York?
Assolutamente niente, all’infuori di una certa dose di scaltrezza. Noi abbiamo tutto il talento, l’esperienza e la ricchezza intellettuale per insegnare ai nostri cugini berlinesi e newyorkesi, se qualcosa ci manca è un pizzico di furbizia nel “vendere bene” il patrimonio che ci appartiene. Berlino e New York vendono bene quel poco che hanno, anzi mi si conceda di dire che vendono bene anche quello che non è loro, con strutture museali innovative organizzate secondo standard di estrema efficienza. La “festa dell’arte” può essere un’ottima occasione per smettere di guardare ammirati oltre confine e concentrarci sulle potenzialità dell’arte di casa nostra.
cattelan dito medio
Come commenta il dito medio di Cattelan? E' arte?
Certo che è arte, il “dito medio” di Cattelan è la provocazione di un artista intelligente, che non ha niente a che fare con quella pseudo-arte di cui dicevo prima. L’esposizione del “dito medio” in Piazza Affari a Milano non è un banale inneggio all’anticapitalismo, ma una dimostrazione di genialità irriverente di fronte a questo momento di crisi finanziaria.

di Virginia Perini
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