PICASSO A TEHRAN


DI ILARIA LUPO

 -  “Manifestation of the World Contemporary Art” ha aperto il 7 giugno 2010 al Museo di Arte Contemporanea di Teheran, in presenza del Ministro per gli Affari Culturali Hamid Shahabadi e del direttore del Museo Mahmud Shaluii – anche Direttore dell’Ufficio di Arti Visive del Ministero della Cultura Islamica.
Per la prima volta dopo più di trent’anni 150 opere di una delle maggiori collezioni di Arte Contemporanea Occidentale sono state mostrate al pubblico iraniano, di cui trenta in prima assoluta. In mostra Pablo Picasso, Alberto Giacometti, Henri Matisse, Paul Gauguin, Henry Moore, Camille Pisarro, Fernand Léger, Eduard Manet, Giacomo Balla, Giorgio Morandi, Jackson Pollock, Dan Flavin e molti altri.
Il Museo di Tehran, progetto dell’architetto Kamran Diba, fu inaugurato nel 1977 e la gran parte delle acquisizioni sono avvenute a partire dal 1973 durante gli ultimi anni del regno dello Shah Mohammad Reza Pahlavi, fino a che la Rivoluzione Islamica non ha chiuso le porte alla Cultura Occidentale e le opere sono state archiviate nei depositi del museo, che ha da allora esposto esclusivamente arte islamica. Si tratta più di 4.000 pezzi per un valore complessivo di circa 2,5 bilioni di dollari.
Il manager esecutivo Ehsan Aghaie dichiara che la collezione è una delle più importanti al mondo e che l’intento del Museo è quello di proporre dei cicli tematici che permettano la presentazione di tale tesoro a rotazione. Aghaie sotiene che non c’è mai stato un reale rifiuto dell’arte occidentale da parte dell’Iran, ma che le circostanze politiche hanno comportato una nazionalizzazione dell’arte. Egli mette in luce quanto il pubblico iraniano sia interessato all’arte dell’Occidente, il che è reso evidente dall’afflusso di visitatori che si è letteralmente moltiplicato durante questa mostra.
L’ambasciatrice della Svizzera in Iran Livia Leu Agosti ha visitato l’esposizione e già richiesto il prestito di un quadro (probabilmente un Giacometti, ma non è ufficiale) da esporre in un museo svizzero. Mahmud Shaluii ha espresso la volontà di promuovere progetti di scambi internazionali che favoriscano anche gli artisti locali, la cui immagine è andata rinforzandosi negli ultimi anni. Infatti importanti riconoscimenti ad artisti iraniani sono stati attribuiti recentemente dalla comunità internazionale nel campo del cinema, delle arti visive e della letteratura. La scorsa edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia ha visto per la prima volta la partecipazione nazionale dell’Iran e quest’anno è sopraggiunto anche il primo invito per la XXII Biennale di Architettura, che aprirà il prossimo agosto. Da parte sua, anche il governo iraniano ha fatto passi diplomatici culturali, ad esempio con un progetto di apertura di gallerie d’arte contemporanea in diversi paesi europei, primo dei quali l’Olanda, con l’inaugurazione nel 2009 della “Iran Art”, una galleria d’arte permanente a Rotterdam. Shaluii aveva già in quest’occasione sottolineato l’importanza della promozione internazionale dell’arte iraniana e dello scambio interculturale.
Quindi forse delle nuove aperture possibili e un’esposizione che testimonia anche la natura contraddittoria del rapporto culturale dell’Iran con l’Occidente – finalmente svelato al pubblico, ma pur sempre sotto gli sguardi severi dell’Ayatollah Khomeini e del suo successore l’Ayatollah Ali Khamenei i cui ritratti accolgono i visitatori all’entrata del Museo.
Manifestation of the World Contemporary Art
Dal 7 giugno al 21 Settembre
Tehran Museum of Contemporary Art, Tehran




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