IL CARNEVALE IN ITALIA



A Carnevale divertimento e tradizione si mescolano e tantissime piazze italiane sono invase da manifestazioni spettacolari e spesso antichissime.

Il Carnevale di Viareggio è il più famoso d'Italia per i suoi carri allegorici in cartapesta, che ironizzano su personaggi e su fatti della politica, dello spettacolo o della cultura. Il Carnevale di Viareggio è una tradizione che risale al 1873, quando per la prima volta un folto gruppo di borghesi si mascherò per protestare contro le tasse eccessive. E da allora questa manifestazione diventò una consuetudine per certi aspetti goliardica e spettacolare, ma anche e soprattutto espressione dei sentimenti del popolo. La creazione dei carri, poi che si svolge in un hangar comune nella zona nord della città, coinvolge ed entusiasma decine di persone.

Anche a Cento i carri allegorici sono la parte più importante dei festeggiamenti, per un Carnevale dai più antichi d'Italia, tanto che le immagini dei festeggiamenti si trovano raffigurate negli affreschi del Guercino (pittore locale), risalenti al 1615. I moderni festeggiamenti invece sono stati inaugurati nel 1990.

Un altro carnevale con una lunga storia alle spalle quello di Putignano (provincia di Bari), che può vantare una tradizione lunga ormai più di 600 anni. Ancora oggi sopravvivono nell'ambito di questa festa riti antichissimi dai nomi suggestivi: come la “Festa delle Propaggini”, “La Festa dell’Orso”, il “Funerale di Carnevale”. Tutti questi riti simboleggiano fortemente lo spirito tradizionale del Carnevale Mediterraneo: il rovesciamento dei ruoli sociali, la sovversione delle regole sociali, la vitalità e la gioia dei riti dionisiaci retaggio della cultura della Magna Grecia. L’intera comunità partecipa attivamente a rinnovare ogni anno a questa sentitissima tradizione.

Il Carnevale di Ivrea unisce storia e leggenda, con la presenza tradizionale di una serie di personaggi in costume: la Mugnai, il Generale e il suo Stao Maggiore, il Sostituto Gran Cancelliere, il Podestà, il corteo con le bandiere dei rioni rappresentati dagli Abbà, e i Pifferi e Tamburi. Tutti questi personaggi sono in realtà il frutto della rievocazione storica di un episodio realmente accaduta ad Ivrea, che si fa risalire al Medioevo: un barone che affamava la Città venne scacciato grazie alla ribellione della figlia di un mugnaio che non volle sottostare allo jus primae noctis e che accese la rivolta popolare. In questa rievocazione il Carnevale si rinnova ogni anno come grande Festa Civica durante la quale la comunità di Ivrea celebra la propria capacità di autodeterminazione. Proprio per questo nei giorni della manifestazione tutti i cittadini e i visitatori indossano il berretto frigio, un copricapo a forma di calza rossa, che è il simbolo dell'adesione alla rivolta popolare.  A ciò si aggiunge un altro suggestivo momento tradizionale: la battaglia delle arance. Tutti i  partecipanti alla manifestazione si sfidano lanciandosi arance: è anche questa una rievocazione simbolica della rivolta popolare.

In Sicilia questo evento in maschera è ricco di fascino, in particolar modo nella splendida e mite Acireale.
Questo evento viene definito come il carnevale più bello di tutta la Sicilia e rimane tra i migliori carnevali in Italia fin dalle sue origini, che risalgono al XVI secolo. Inizialmente era tradizione ritrovarsi in strada e sfidarsi a colpi di limoni e arance; poi questa lotta a base di agrumi subì un divieto, e oggi si tratta semplicemente di una splendida festa per le strade del centro della città dove sfilano carri e maschere di cartapesta.
Una esibizione di maschere, fiori, colori, musica, luci, coriandoli e fantasia. Come a Viareggio, non mancano nemmeno qui le grandi caricature dei personaggi più famosi. Il punto forte di questo carnevale sta tuttavia nella dimensione “mastodontica” dei carri che sfilano per le strade e che spesso richiedono mesi e mesi di progettazione.
Esistono tre tipi di carri diversi che sfilano partendo da piazza Duomo: i carri allegorico-grotteschi (in cartapesta), i carri infiorati e i carri in miniatura. Il più fantasioso di tutti sarà proclamato vincitore durante la giornata di chiusura.

Il carnevale in Italia può essere anche un po’ meno colorato: Mamoiada, in Sardegna, si distingue per originalità. I veri protagonisti di questo carnevale vanno controcorrente e si vestono di nero, sfoggiano volti tristi, indossano pellicce di pecora nera e maschere ancora più nere! Si chiamano Mamuthones e la loro storia non è chiarissima: pare che la sfilata sia nata come rito nel XIX secolo per venerare gli animali e propiziare il raccolto. Portano sulle spalle delle campane che scuotono lentamente. !
La sfilata è spettacolare, ma non preoccupatevi per l’atmosfera cupa: ad aggiungere il tocco più classico ci pensano gli Issohadores, altra figura tradizionale di Mamoiada che accompagna il corteo dei Mamuthones vestendosi con colori più accesi e maschere bianche.
La tradizione vuole che durante la sfilata gli Issohadores coinvolgano donne del pubblico catturandole con una fune – gesto culturalmente caricato di valore, perché vale come buon auspicio di fertilità. La relazione fra Mamuthones e Issohadores è quella di animale e guardiano, bue e contadino: una fusione di natura e cultura che risulta in uno spettacolo eccellente.



Il Carnevale di Tricarico si riconosce per la caratteristiche maschere di mucche e tori: maschere curate, con attaccati dei foulard colorati e portate esclusivamente da uomini che si trascinano per le vie muovendosi come animali. E che, una volta arrivati in centro e una volta terminata la sfilata, si disperdono in gruppi più piccoli per andare a mangiare cibo offerto da qualche paesano.
Secondo alcune fonti non confermate questo carnevale nasce dall’influenza della cultura greca sulla Basilicata. Secondo altri, invece, è come un’allegoria continuata da ricondurre alla tradizione locale di celebrare insieme ai propri animali il loro santo protettore, Antonio abate. Questa celebrazione avviene il 17 gennaio, giorno in cui solitamente si festeggia l’inizio del carnevale di Tricarico.

Un altro di quei carnevali d’Italia che si distinguono per originalità, con una tradizione equestre che si tramanda da secoli attraverso la caratteristica Cavalcata degli Ussari e, fino ad alcuni anni fa, la corsa a vuoto dei cavalli è il carnevale di Ronciglione. Un carnevale italiano ricco di storia, di cui l’esistenza è documentata indietro nel tempo fino al 1870, e che ancora oggi ripropone ogni anno maschere tradizionali e ricche di significato, pronte a sfilare sui carri allegorici.
Ma la parte di questo carnevale che più vi piacerà arriva alla fine, nell’ultima giornata, quando dopo aver cacciato il “Re Carnevale” simbolicamente mandato via su una mongolfiera, la città si concede l’ultima festa con tanta musica e altrettanto vino nella serata soprannominata “Il Veglionissimo”. Lo stile popolare di questa festa è inconfondibile.

Uno dei più bei carnevali d’Italia è sicuramente quello di Venezia. Si hanno ricordi delle festività del Carnevale a Venezia fin dal 1094, sotto il dogato di Vitale Falier, in un documento che parla dei divertimenti pubblici nei giorni che precedevano la Quaresima.
Durante questo Carnevale tra le calli della meravigliosa città, si svolge una continua rappresentazione di teatrale allegria e giocosità, tutti in maschera a celebrare il fascino di un mondo fatto di balli, scherzi, galà esclusivi e romantici incontri. Le maschere di Venezia hanno la particolarità di essere molto eleganti e ricordano, gli abiti della nobiltà del settecento.

Dal nord al sud, dove troviamo un altro carnevale molto famoso, cioè quello di Sciacca, ridente cittadina della Sicilia Occidentale. Ricca di storia e tradizione, Sciacca è rinomata anche per il suo divertentissimo carnevale, che ogni anno richiama gente da tutta la Sicilia e da altre regioni d'Italia. Una manifestazione molto antica: la si trova documentata già dal XVI secolo.
Il carnevale di Sciacca ruota intorno a Peppe Nappa, "Lu Re di lu cannalivari sciacchitanu", la maschera rappresentativa di questa festa. La maschera di Peppe Nappa apre il corteo dei carri allegorici allestiti per la festa e incita gli spettatori a divertirsi, distribuendo salsicce, vino e caramelle, per poi finire al rogo l’ultimo giorno di Carnevale.


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