IL GIOCO DEL LOTTO



Il Gioco del Lotto rappresenta e contiene l’evoluzione di diverse forme di giochi di sorte diffuse sin dall'antichità. Il Gioco del Lotto ha infatti origini lontanissime e, nella sua forma moderna, non è così cambiato.
Già molti secoli prima di Cristo gli Egizi e i Caldei amavano giocare di sorte. Anche a Roma, durante i Saturnali di dicembre, venivano organizzate lotterie in cui si estraeva un numero tra quelli distribuiti ai partecipanti su tavolette di legno.
A Venezia, verso la metà del '600, veniva organizzata dal Consiglio dei Pregadi, una lotteria il cui montepremi era "un lotto" di immobili. La lotteria venne chiamata "Lotto del Ponte di Rialto", e il montepremi complessivo aveva un valore vicino ai centomila ducati: una vera fortuna per l’epoca.
Ad Amersfoort, non lontano da Amsterdam, nel 1500 alcuni cittadini pensarono di sfruttare la passione del gioco per regolare alcune proprietà non facilmente divisibili. L'idea ebbe successo, ed in seguito venne regolamentato il "Lotto di Olanda".
In epoche diverse i governanti cercarono di vietare i giochi ma il divieto favoriva soli la diffusione dei giochi clandestini, gestiti dalla malavita. Spesso fu l'intento umanitario a convincere i governi a legalizzare il gioco, e in primis il Lotto. Ogni statuto, bando o decreto che lo regolava, infatti, stabiliva che il ricavato dalla gestione del gioco fosse destinato a fini di pubblica utilità e scopi umanitari di volta in volta specificati. Ancora oggi una quota degli incassi del gioco è destinata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per finanziare opere di recupero e conservazione del patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Le prime notizie sul gioco del Lotto risalgono intorno al 1734, dove a Venezia il gioco compare per la prima volta sotto l'egida del Governo della Repubblica, cioè gestito dallo Stato.

A Genova già all'inizio del XVI secolo si eleggevano cinque senatori fra centoventi cittadini del Consiglio tramite l'estrazione a sorte di bussolotti, corrispondenti ciascuno a un senatore. Il gioco consisteva nello scommettere sui favoriti dalla fortuna.

Questo tipo di lotto, inventato dal genovese Benedetto Gentile, veniva chiamato anche "Gioco del Seminario" (dal nome dell'urna in cui si svolgeva l'estrazione).

In seguito il gioco diventò il "Lotto della Zitella" ; invece che ai Senatori i numeri erano abbinati al nome di ragazze povere e i proventi del sorteggio venivano distribuiti fra loro come dote.

Dal 1620 in poi il lotto in Liguria venne disciplinato da regole precise. Negli altri Stati italiani, invece, il gioco era ancora osteggiato perché considerato contrario all'etica.

Nello Stato Pontificio il gioco fu a lungo bandito e nel 1728 il Papa Benedetto minacciò perfino la scomunica per chi vi partecipasse; tre anni dopo, il nuovo Pontefice Clemente XII riammise il lotto concedendo i proventi in dote alle ragazze indigenti, e nel 1785 Pio VI destinò i guadagni alle opere pie.

Nel resto d'Italia il gioco venne accettato e addirittura al lotto venne concesso il diritto di cittadinanza e quindi il monopolio di Stato: siamo ormai nel 1863 e il lotto si gioca in tutt'Italia in 6 ruote, che diverranno 8 dopo il 1870 con Roma Capitale.

L’aumento della popolarità del gioco portò anche all’aumento delle estrazioni che da 2 o 3 all’anno del 1737, arrivarono a 18 dal 1797 al 1806; dal 1807 diventarono quindicinali e, infine, dal 1871, settimanali.

Con lo sviluppo del lotto, si diffuse l'oniromanzia, cioè l'arte di prevedere il futuro in base ai sogni con la corrispondenza, ad ogni elemento di esso, di un determinato numero da giocare.

Per vedere arrivare il lotto in altri Paesi Europei bisogna attendere il XVIII secolo grazie all'intraprendenza di speculatori italiani alla ricerca di profitti facili.

Oggi il gioco del lotto è tornato allo splendore e, grazie alla tecnologia, si sta analizzando la possibilità di costituire il lotto europeo.

Il gioco è disciplinato dalla Legge 2 agosto 1982, n. 528 e dal Decreto del presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 560. La sua gestione è affidata all'Ispettorato Generale per il Lotto e le Lotterie, Direzione Generale delle Entrate Speciali, che ha sede presso il Ministero delle Finanze. La gestione della raccolta delle giocate e dei pagamenti delle vincite è affidata in concessione a Lottomatica. Nel gennaio 2014 l'estrazione a macchina viene sostituita da un computer software ad estrazione numerica casuale.

La parola "lotto" deriva dal francese lot, che significa sia "porzione" sia "sorte". Il termine, giunto nella penisola iberica, è documentato come lote in spagnolo e loto in portoghese. Il verbo francese lotir, inoltre, significa "dividere la sorte" o "assegnare la sorte". Ma analogo lemma si ritrova nell'antico inglese hlot ("cosa toccata in sorte"), cui corrispondono Los nel tedesco moderno e lot nel danese. È prevalente la teoria secondo cui il termine arriva in Francia dal mondo germanico, diffondendosi poi negli altri paesi dell'area romanza.



Consiste in tre estrazioni settimanali (martedì, giovedì e sabato) che vengono effettuate a partire dalle ore 20:00 per undici ruote: Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Nazionale. Precedentemente al 16 giugno 2009 le estrazioni avvenivano contemporaneamente nelle dieci città italiane, una per ogni ruota, tranne Roma in cui si estraeva l'omonima ruota e quella Nazionale. Da questa data le urne, tutte automatizzate dal 2009, sono state raggruppate in tre sedi estrazionali, allo scopo di ridurre i costi di gestione e di consentire un più efficace controllo delle operazioni. Dal 16 giugno 2009, a Roma sono ospitate le urne di Cagliari, Firenze, Roma e Nazionale. Dal 23 giugno 2009, a Milano sono presenti le urne di Genova, Milano, Torino e Venezia. Dal 15 settembre 2009, a Napoli si svolgono le estrazioni di Bari, Napoli e Palermo. Ogni ruota dispone di un'urna dedicata e non intercambiabile con le altre: l'estrazione della ruota, ad esempio, di Bari avviene sempre con la stessa urna automatica e mai con altre (tranne in caso di guasto). Ciò, secondo molti esperti di lotto, è comunque garanzia di continuità statistica.

Per ogni ruota vengono estratti 5 numeri tra l'1 e il 90 senza reimmissione, nel senso che un numero una volta estratto non viene reimmesso nell'urna. L'estrazione è effettuata su tutte le ruote attraverso un'urna meccanica che mischia le palline con un getto di aria compressa e le cattura con una nicchia rotante ai bordi dell'urna. In passato si utilizzava un'urna fatta girare a mano con una manovella, dalla quale i bussolotti con i numeri venivano pescati da un bambino bendato.

Il gioco consiste nello scommettere sui numeri estratti sulle varie ruote.

Si può scommettere di indovinare, su una ruota, su più ruote o su tutte le ruote:

ambata, o "estratto semplice", ovvero un solo numero (l'ordine di estrazione non conta);
estratto determinato, ovvero un numero e la posizione in cui viene estratto;
ambo, ovvero due numeri;
terno, ovvero tre numeri;
quaterna, ovvero quattro numeri;
cinquina, ovvero cinque numeri.
Si possono giocare fino a 10 numeri sulla stessa scheda. La vincita è pagata a quota fissa e dipende da quanti numeri si sono indovinati, da cosa si è giocato e da quanti numeri sono stati messi in gioco.

La probabilità che esca un singolo numero su una determinata ruota è di 1 su 18. La vincita pagata da Lottomatica, unica concessionaria ufficiale del gioco del Lotto, ammonta a 11,232 volte la posta, da cui deve essere detratta la trattenuta diretta del 6%.

In presenza di un'estrazione non truccata, su una data ruota ogni numero ha sempre la stessa probabilità di uscire, pari a 5 su 90 (ovvero 1/18), essendo 5 i numeri estratti e 90 i numeri contenuti nell'urna.

Sulla base di tale premessa si può concludere che giocare sui ritardatari è privo di senso: il fatto che un numero non sia uscito per molte estrazioni precedenti non aumenta in nessun modo la probabilità che venga estratto alla successiva estrazione, rimanendo essa sempre pari a 1/18. Nonostante la persistente popolarità della "teoria dei ritardatari", nessuno è in grado di prevedere numeri estratti con maggiore probabilità di successo di un giocatore completamente "casuale".

Gli appassionati al gioco sui numeri "ritardatari" si basano sui precedenti della storia del lotto. La probabilità che un dato numero esca almeno una volta nell'arco di 18 estrazioni è all'incirca del 64%. La serie storica dice che un ritardo medio-massimo per un estratto arriva alle 90 estrazioni, raramente oltre le 140 estrazioni, dieci volte soltanto ha superato le 180 e di queste solo due volte ha superato le 200 nei 135 anni di storia del lotto moderno (dal 1871 ad oggi un numero è uscito con un ritardo di 201 estrazioni il 23 agosto 1941 e un altro con un ritardo di 203 il 1º aprile 2006). Queste osservazioni e questi fatti non contraddicono le conclusioni precedenti. Il fatto che l'evento "ritardo per 200 estrazioni del numero x" sia molto improbabile non implica che, una volta avvenuti 199 ritardi di x, esso abbia probabilità maggiore di 1/18 di uscire nell'estrazione successiva. L'evento "il numero scelto non viene estratto in una successione fissata di 200 estrazioni", per quanto improbabile, ha probabilità 17 volte maggiore dell'evento "il numero scelto non esce per 199 volte e viene estratto alla duecentesima". È necessario inoltre mettere in evidenza che, indipendentemente da quale strategia venga adottata, la probabilità di andare in perdita aumenta esponenzialmente in funzione delle giocate effettuate: la stragrande maggioranza dei giocatori è destinata ad andare in perdita, ed è su questo presupposto che si basano tutti coloro che propongono dei giochi d'azzardo (qualsiasi società pubblica o privata che lo organizzi). In altri termini, per ogni singolo turno d'estrazione, il monte complessivo delle puntate è di norma superiore alle vincite pagate, e non potrebbe essere altrimenti data l'iniquità nel pagare le vincite in rapporto alla probabilità: come si dice, "il banco vince sempre" (per poter affermare che il banco "salti" in occasione dell'uscita di un "centenario" occorre dimostrare che l'ammontare complessivo delle giocate su quel numero in quel concorso e in tutti i concorsi precedenti l'uscita sia inferiore alle vincite).

Certamente, l'unica possibilità per vincere a colpo sicuro consiste nel truccare le estrazioni. Voci e sospetti su trucchi o brogli in tutti i giochi d'azzardo e in particolare nel lotto non sono mai mancati, a torto o a ragione. Una truffa venne ideata alla fine degli anni ottanta, quando esisteva ancora il vecchio sistema delle palline: il bambino incaricato dell'estrazione veniva addestrato a riconoscere alcune palline che erano state lucidate di più rispetto alle altre. Il piano venne scoperto alla fine degli anni novanta. Si sospetta che estrazioni 'pilotate' siano avvenute in Lombardia, dove si sono registrate con insospettata frequenza plurivincite di ambi ed estratti semplici, soprattutto nella zona di Milano. Oggi la sicurezza delle operazioni di estrazione è garantita da sistemi di controllo e notifica dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.



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