I Testimoni di GEOVA e le FESTE



I Testimoni di Geova non festeggiano i compleanni perché ritengono che tale usanza sia contraria alla volontà di Dio. Non si tratta di una decisione personale o lasciata al giudizio coscienzioso dei singoli ma di un insegnamento ufficiale, al quale è obbligatorio attenersi, pena la disassociazione (scomunica) dall'organizzazione.

Nel corso degli anni sono stati soggetti a profonde revisioni moltissimi dei loro insegnamenti, in alcune circostanze con il ritorno a precedenti insegnamenti dei primi anni della loro storia. É stato più volte detto che se C.T. Russell fosse vivo, sarebbe certamente disassociato dall’ organizzazione che egli fondò. Perché? Perché, solo per citare alcune delle tante ragioni, egli celebrava i compleanni e il Natale, usava immagini del mondo dell’ occulto e simboli come la croce, non considerava il mangiare o il trasfondere sangue un peccato e adorava Cristo. Inoltre, egli credeva che fosse un peccato dar luogo ad una struttura organizzativa come quella che oggi hanno realizzato i Testimoni!

Il testimone di Geova medio è del tutto incapace di autodeterminarsi e di fare delle scelte autonome, e gli è paralizzato nelle sue azioni e non fa niente se prima non consulta la Torre di Guardia per sapere cosa può fare e cosa non può fare. I testimoni di Geova, infatti, vivono in una gabbia di regole e divieti.

La regolamentazione della condotta del testimone di Geova è particolarmente minuziosa e pedantesca; tutte le attività quotidiane sono rigidamente scandite, predeterminate dal Corpo Direttivo, molte azioni e comportamenti che sono considerati del tutto normali e legittimi nella società moderna, nel geovismo sono ritenuti scorretti, non appropriati per un cristiano e quindi proibiti.
Perché i testimoni di Geova non possono festeggiare il compleanno o la festa della mamma, o non possono fare un brindisi e tante altre cose?” Perché secondo il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, queste pratiche avrebbero un’origine pagana. Questa bizzarra interpretazione trascura elementi importanti: una certa celebrazione può avere un particolare significato per chi la vive in un preciso tempo ed in un determinato luogo, ma un significato del tutto diverso per chi la celebra in un altro posto o in un’altra epoca; un’usanza religiosa PAGANA può perdere il suo significato religioso arcaico.
In definitiva, di che cosa deve interessarsi primariamente il cristiano? Non di quello che una certa festa poteva significare migliaia d’anni fa o di come potrebbe essere considerata dall’altra parte del mondo ma ciò che essa significa oggi per la maggioranza delle persone nel luogo in cui vive.

La posizione arcaica assunta dal Corpo Direttivo è ancora più assurda quando viene confrontata con quanto detto nella Torre di Guardia del 15 ottobre 1991, a pagina 31: “ I cristiani devono evitare le pratiche che sono in contrasto con la verità della Bibbia. Tuttavia, ogni genere di oggetti, forme e pratiche, in qualche tempo o in qualche luogo, hanno avuto un’interpretazione falsa o sono stati legati ad insegnamenti antiscritturali. Gli alberi sono stati adorati, la forma del cuore è stata considerata sacra e l’incenso è stato usato in cerimonie pagane. Significa questo che il cristiano non debba mai usare incenso o indossare gioielli a forma di cuore? Non è corretto trarre una simile conclusione. Il vero cristiano dovrebbe chiedersi: seguendo una determinata usanza indicherei ad altri di avere adottato credenze o pratiche antiscritturali? La risposta potrebbe dipendere dal periodo di tempo e dal luogo in cui si vive. Un’usanza (o simbolo) potrebbe aver avuto un significato legato alla falsa religione migliaia d’anni fa, oppure potrebbero averlo oggi in un paese distante.
Il Corpo Direttivo riconosce che ci sono delle differenze culturali fra una società moderna e una società primitiva! RICONOSCE che c’è stata un’evoluzione culturale negli usi e costumi dei popoli! E allora perché si ostina a far vivere i suoi gregari in una società primitiva?

Nelle società primitive le trasgressioni ai divieti venivano severamente punite, in esse venivano applicate le norme di un diritto essenzialmente penale. Anche i testimoni di Geova hanno un loro “codice penale”, intitolato “Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge”, nel quale sono elencate le trasgressioni più gravi per le quali è prevista l’espulsione dal gruppo.

Da questo “codice penale” geovista si evince che una persona è passibile di disassociazione non solo se commette un peccato grave, chiaramente condannato dalla Bibbia e dalle leggi dello Stato, come omicidio, furto, adulterio ecc., ma anche per questioni insignificanti come ad esempio, dando l’8 per mille alla Chiesa Cattolica o ad altre Chiese (Circolare del 2572/90).

Questa è la società primitiva nella quale vivono i testimoni di Geova. E pensare che in essa vivono oltre 6 milioni di schiavi; peccato che essi abbiano rinunciato alla loro libertà cristiana per vivere in un mondo privo di libertà.



La congregazione dei testimoni di Geova è stata definita una setta: il Rapporto Guyard del 1995, un documento del Parlamento francese sulle sette, la definiva tale e la Relazione sulle sette nell'Unione europea del 1997, oltre a citare diverse volte i testimoni di Geova, ricordava come in Grecia i testimoni fossero l'unica setta riconosciuta in quanto tale. Parimenti, autori come Anthony A. Hoekema, Ron Rhodes e Alan W. Gomes hanno espresso tale convinzione. Nel 2012 Hervé Machi, segretario generale della Missione interministeriale per la vigilanza e la lotta contro le derive settarie, ha affermato che in Francia, pur non esistendo sette, i testimoni di Geova presentano un certo numero di problemi che sono caratteristici di una deriva settaria.

Di settario nei testimoni di Geova i critici rilevano alcuni aspetti:

Il carattere di separazione che vivono gli aderenti rispetto al mondo esterno. Essi perseguono esplicitamente la separazione dal mondo, estraniandosi dalla società politica e dall'ambito economico, considerati corrotti, nonché dalle altre organizzazioni religiose, giudicate erronee. È scoraggiato intraprendere profonde relazioni sociali con le persone del mondo, ovverosia i non testimoni, se non nei limiti del vivere quotidiano, in quanto solo i testimoni accederanno alla vita eterna, mentre tutti gli altri sono destinati alla distruzione. Viene sconsigliato loro di sposarsi o fidanzarsi con non testimoni; è vietato avere qualsiasi tipo di rapporto sociale con disassociati, cioè coloro che sono stati espulsi dalla congregazione. Gli interessi del Regno prevalgono su ogni altro interesse. Ogni aspetto della vita della persona, come ad esempio tutto ciò che attiene alla scelta universitaria, è assolutamente secondario rispetto all'avvento del Regno. Più in generale la vita del testimone di Geova appare condizionata dalla convinzione che il mondo attuale è destinato ad avere termine, con conseguente rischio di fatalismo.
L'esistenza marginale del dissenso nei confronti della congregazione e degli insegnamenti che questa diffonde. Un eventuale dissenso può essere manifestato solo attraverso forme codificate e può portare alla disassociazione, cioè l'espulsione dai testimoni di Geova: il dissenso è oggetto di biasimo, sia che concerne questioni dottrinali, sia che riguardi l'organizzazione od il Corpo direttivo, anche perché all'atto del battesimo, sulla base della formula adottata nel 1985, il battezzando dichiara "pubblicamente di riconoscere l'Organizzazione diretta dallo spirito di cui Geova si serve, equivalendo ad un implicito riconoscimento "legale" dell'Organizzazione". Inoltre la Società Torre di Guardia sconsiglia ai testimoni di Geova di leggere pubblicazioni critiche verso le dottrine della Società. I testimoni di Geova devono attenersi alle indicazioni che vengono dal Corpo direttivo e diffuse attraverso le loro pubblicazioni, ivi compresi i divieti formulati sulla base dell'interpretazione che lo stesso Corpo direttivo fa ed ha fatto della Bibbia. Non tutti peraltro sono espliciti. Secondo i testimoni, ci sono disposizioni biblicamente precise da seguire, e se qualcuno viene a conoscenza di un peccato grave commesso da un confratello, innanzitutto deve invitare chi l'ha commesso a confessarlo e, se l'invito viene disatteso, portare la questione dinnanzi agli anziani. I critici affermano che tale comportamento costituirebbe una vera e propria rete di controllo. Tra i divieti si enumerano: il divieto di festeggiare feste diverse dalla Commemorazione o Pasto serale del Signore, di partecipare alla vita politica (non debbono pertanto votare, né possono candidarsi o assumere incarichi politici; non possono rivolgere il saluto alla bandiera) o militare di uno Stato (non possono prestare servizio militare, né impugnare armi), di accettare trasfusioni di sangue con l'eccezione degli emoderivati, di possedere oggetti che richiamino credenze occulte. L'essere testimone di Geova non può prescindere dall'appartenere alla Congregazione e dal sottostare ai suoi precetti, poiché non c'è salvezza fuori dall'Organizzazione. Non è sufficiente credere in Dio, nella Bibbia ed in Gesù Cristo, ma bisogna accettare tutte le dottrine previste dall'Organizzazione. Chi non vi si conforma può esserne espulso mediante disassociazione o può, in caso di violazioni meno gravi, subire un'ammonizione.


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